“AMARE LA CHIESA”

Esercizi spirituali delle

Sorelle della Parrocchia

9-13 agosto 2013

predicati da S. E. Mons. Luigi Stucchi

 

Venerdì 9 agosto – 1° meditazione

Come dice la Lumen Fidei, la vita di fede, la vita di sequela è, per natura stessa, una esperienza ecclesiale. Se, da una parte, si sottolinea la singolarità della scelta di fede, dell’atto di affidamento, dall’altra proprio l’atto stesso, singolarmente voluto ha natura ed implicazioni ecclesiali.

 

Sabato 10 agosto – 1° meditazione

Alle domande perché amare la Chiesa, come amare la Chiesa, può sembrare logico dire che, prima di tutto, bisogna capire “perché” amare la Chiesa e poi “come” amare la Chiesa. Ma forse il fatto non è proprio così, c’è una logica, una sequenza di fatto che non mette in prima battuta la necessità del “perché” amare la Chiesa. Dovremmo ascoltare la Chiesa e, ascoltandola, capiremmo man mano, sempre di più, “perché” amarla.

 

Sabato 10 agosto – 2° meditazione

… questa logica dell’unire, dell’essere gli uni negli altri, gli uni con, gli uni per gli altri, è la logica originaria di Dio. Se la logica, di fatto, diventa un’altra, questa logica, invece di costruire, invece di crescere ci distrugge. Anche la stessa fede che sta all’origine della condizione nella quale ci troviamo, che fa luce sulla nostra condizione umana, ha una forma necessariamente ecclesiale.

 

Sabato 10 agosto – Santa Messa

… l’anima è turbata, Gesù ci interroga e sceglie, sceglie non di chiedere di essere salvato da quest’ora, perché quest’ora drammatica, tremenda, ormai imminente la croce, la passione, è il motivo stesso per cui è venuto. Allora non scegliere di chiedere di non attraversare quest’ora, perché ciò che conta è la volontà del Padre, è la gloria del Padre, per la cui obbedienza sarà glorificato il Figlio…

 

Domenica 11 agosto – 1° meditazione

… sostare un po’ vicino a una figura che abbiamo incontrato questa mattina: la figura di Pietro … e Pietro, roccia che fonda la Chiesa, la colpa asperge con lacrime amare. Pietro, che è segnato dal peccato – il peccato non è mai idealizzabile, può essere anche grave, può lasciare ferite profonde – noi sostiamo vicino a Pietro proprio come figura che sia peccato proprio in ordine alla fede. “Non conosco quest’uomo”. “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. “Tu solo hai parole di vita eterna”. “Non conosco quest’uomo”. Il peccato ha travolto colui che era stato chiamato a confermare la fede dei fratelli. Un peccato che mostra la debolezza di Pietro proprio in ordine al compito, alla missione per la quale Gesù l’aveva chiamato, amato…

 

Lunedì 12 agosto – 1° meditazione

… teniamo questo riferimento, perché nulla vada disperso. Dopo le riflessioni sul perché amare la Chiesa, vediamo di proseguire per comprendere come amare la Chiesa, che vuol dire non solo un movimento di amore da noi verso la Chiesa, ma che vuol dire anche come amarci noi, nella Chiesa. Non per chiuderci all’interno ma per crescere insieme amandoci nella e come la Chiesa, perché la Chiesa non fa una cosa diversa, così cresciamo, diventiamo un corpo più vivo, quindi capace di uscire, capace di andare.

 

Lunedì 12 agosto – 2° meditazione

… La prima lettura racconta la vicenda dei rimpatriati da Babilonia, di coloro che ritornano. Il testo descrive molto bene questa avventura, fa’ i nomi precisi, indica le competenze, le responsabilità, dice anche che cosa portano con sé, che cosa sanno donare per il tempio del Signore. E sottolinea anche che sono offerte spontanee al tempio di Dio. È evidente la diversità tra l’essere in esilio, dopo aver sperimentato che cos’è la patria, e finalmente ritornarvi, avvertendo la necessità di ricostruire, di ridefinire e quindi di continuamente donare, donare se stessi per la città, per i fratelli, per il tempio, per qualcosa che ognuno avverte come più grande di sé, anche della vicenda della sua stessa famiglia …

 

Lunedì 12 agosto – 3° meditazione

… abbiamo lavorato in questi giorni, e naturalmente, lavorando, il Signore ha già scritto alcune parole, risuonate, ascoltate, e credo che bisogna passare adagio adagio, ma realmente, a privilegiare queste parole che il Signore ha fatto risuonare in profondità nel cuore di ciascuno. Comprendendo che il tempo che passa in un momento di esercizi spirituali, deve spalancarsi ad alcune risonanze e dare spessore concreto ad alcune parole che il Signore ha voluto consegnare a ciascuno.

 

Martedì 13 agosto – 1° meditazione

… torna la vita, quale vita? Testimoni di luce, quale luce? La vita è una luce antica e sempre nuova, è lo spirito di Cristo che crea tutto questo, che rende possibile tutto questo, la vita che torna e continuamente preme per essere sviluppata, portata alla perfezione, alla pienezza. Non un’altra vita. E la luce, per comprendere la bellezza di questa vita, non un’altra luce, che è proiezione di noi stessi…

 

Martedì 13 agosto – 2° meditazione

Forse il Signore Gesù non ha ancora acceso fino in fondo il suo fuoco nel nostro cuore. O meglio, ma questo vorrei che fosse già, indica che vuole nel nostro cuore non un fuocherello, non qualche fiammatina, ma lo stesso suo fuoco d’amore, veramente e già tutto presente. Potremmo individuare, identificare i momenti in cui l’amore del Signore, questa grazia dell’essere battezzati in lui si sono un po’ indeboliti. E anche quei momenti in cui, magari di slancio, senza pensarci molto, convinti di essere già convinti, abbiamo detto cose grandi per Lui…

 

Martedì 13 agosto – 3° meditazione

… la breve lettura ci fa tornare alla domanda che ci ha accompagnato in questi giorni, ce la fa tornare perché è risposta precisa a questa domanda. Come amare la Chiesa. Sopportando le sofferenze, in modo lieto, anche i patimenti di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa. È, un’altra volta, chiarissimo, e assume, dentro questo processo, assume anche ciò che ci è più ostile, le sofferenze nostre. Assumerle in modo lieto, per questa consapevolezza, perché così completo in me quello che manca ai patimenti. È il Cristo che dilata se stesso, rendendo partecipi sempre più tutti nella sua pienezza d’amore.