55° di MINISTERO

“TRA LA GENTE E IL SIGNORE”

Agra, 8 agosto 2021

 

Sono molto grato alle nostre monache Romite e al parroco don Nicola per aver pensato di celebrare anche qui la grazia dei miei 55 anni di ministero.

Il ministero ordinato, presbiterale e episcopale, mette chi lo esercita, per chiamata del Signore nella sua chiesa, dentro la storia della salvezza di tutta la gente a cui si viene inviati, e questo vuol dire che chi vive questo impegno si ritrova in profondità dentro i rapporti tra la gente e il Signore.

Questo provoca una avventura molto interessante,

perché essere posti tra il Signore e tutta la gente è essere partecipi e coinvolti in tante dimensioni della vita stessa di tutti.

È una esperienza affascinante in cui non ci si adagia e non ci si abitua, ma si viene chiamati ad essere coinvolti in profondità nell’intreccio di tutte le vicende di un popolo, di una comunità.

 

Il luogo in cui ci troviamo è un territorio che respira con la forza spirituale della vita monastica, femminile e maschile, ma per vivere da cristiani, da discepoli del Signore, comporta una sequela impegnativa, anche se gioiosa nei confronti del Signore dentro le vicende delle comunione fraterna e reciproca.

Starci dentro, dedicarsi con tutte le forza è gioia grande, ma comporta entrare in rapporto come in famiglia, fraternamente, o come il rapporto tra il pastore e le sue pecore.

Le letture bibliche, Vangelo compreso, mettono in racconto o in parabola anche momenti molto difficili e complessi.

Per esercitare il ministero occorre camminare con la gente, ma avere il cuore nel Signore, sempre in profondità, perché è Lui che vivifica e santifica e ogni ministro dell’altare è servo della stessa azione di Dio.

 

Io voglio ringraziare il Signore e tutte le persone che ho potuto incontrare in luoghi e condizioni diverse perché è stata una grazia grande anche come esperienza umana, perché esercitare il ministero è mettere in gioco, a disposizione tutta la vita.

Bello e difficile, difficile e umanissima esperienza.

Certamente mi ha sempre molto sostenuto la preghiera dei nostri monasteri, che sono luoghi preziosissimi anche per interpretare il cammino della vita di tutti.

Grazie, a don Nicola, alle monache, ai monaci, a tutte le persone che accompagnano e custodiscono la delicatezza e profondità del ministero, grazie ad Anna che ha custodito nel ministero il nostro carissimo don Vittorio, grazie a tutti voi questa sera.

Luigi Stucchi