FESTA DEL CORPUS DOMINI

E’ MISTERO DI COMUNIONE

Tradate, 3 giugno 2021

 

Quando eravamo piccoli si distinguevano l’andare a messa, il fare la comunione, il donarsi agli altri. Era fin troppo facile però, in questa triplice distinzione, fare una cosa e trascurarne una e a volte anche due. Ognuno sembrava ritagliarsi una misura parziale di partecipazione al mistero eucaristico, ma ritenuta comunque sufficiente.

Nella distinzione potremmo anche aggiungere altri aspetti o pratiche devote: si pensi alla adorazione eucaristica, alla comunione ai malati anche a casa, o addirittura la comunione come viatico per l’ultima comunione prima della morte.

Pratiche più o meno diffuse, una forse addirittura quasi scomparsa, come nel caso della comunione eucaristica nella modalità di viatico.

E adesso, che siamo grandi, che siamo anche un po’ anziani, che viviamo in un cambiamento molto profondo ?

O nulla di tutto questo, oppure felicemente una nuova gioiosa consapevolezza della grazia dell’Eucaristia che è una grazia e un dinamismo reale di comunione.

La festa del Corpus Domini non è una specie di “spezzatino” spirituale sulla misura di ciascuno, secondo che conviene, ma è la radice del mistero di comunione che è il senso della chiesa e il destino di tutta l’umanità.

Celebriamo, partecipiamo, ci nutriamo di un cibo che è segno efficace di comunione che fedelmente ed efficacemente ci trasforma in una esperienza reale di comunione effettiva.

L’efficacia legata all’Eucaristia sta nella crescita e nello sviluppo di una esperienza reale di comunione: se prevale la divisione, se rimangono estraneità e rifiuti, se la nostra umanità non diventa bellezza attrattiva di comunione, vuol dire che rimane solo una pratica esteriore.

 

Festa del Corpus Domini come festa, grazia e mistero di comunione, quindi di una umanità plasmata dalla eucaristia.

Dalla verità effettiva di comunione si dimostra la verità e autenticità della celebrazione.

Comunione in chiesa, comunione in famiglia, comunione nella società come un fermento che moltiplica esperienze di fraternità, giustizia e pace.

Cosa stiamo facendo noi adesso ? Quali passi e gesti di comunione abbiamo sviluppato ? Dove come perché restano tanti gesti ancora da compiere per una maggiore prossimità, condivisione e generosità ? Come diventare creativi per ampliare l’orizzonte della solidarietà e per mettere in gioco una prassi che tesse e ritesse continuamente il passaggio dell’io al noi ?

L’eucaristia ti libera del tuo “io” e ti rende gioiosamente partecipe di un “noi” sempre più ampio.

Per questa grazia l’eucaristia supera le solitudini con tutte le loro paure e genera speranza e gioia.

L’alleanza nuova ed eterna consumata, compiuta nel sangue di Cristo è il paradigma permanente per cieli nuovi e terra nuova.

L’unico pane e l’unico calice tendono a trasformare tutto l’umano secondo la grazia e il paradigma di comunione.

Più eucaristia, più carità, più umanità.

† Luigi Stucchi

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