IREOS DELLA SAVIA

UN ANNO DOPO

29 marzo 2021

 

Carissimi, ho pregato, ricordato, ascoltato, fatto memoria e mi sono ritrovato dentro una ricchissima esperienza di umanità, di amicizia, di discernimento, di cammini spirituali, di scelte non facili, di criteri esigenti, di disciplina di vita, di cammini originali come fioritura da un tronco antico e sempre nuovo, ma non per questo facile da vivere.

C’è un crocevia di esperienze che non si appiattiscono, che non si ripetono ma che si sviluppano, da una comune radice, che ci ha coinvolti attraverso l’intuizione spirituale e umanissima, di uno di noi, ma che ha intuito prima di noi e per noi: Ireos!

Questa sera vogliamo dire grazie, ma anche motivare la gratitudine e la comprensione del dono che ci vede qui tutti in preghiera.

Per comprendere il dono e motivare la gratitudine, oltre che riordinare pensieri e ricordi, ho scelto 6 parole o affermazioni.

Per dire di Ireos, per dire di noi. Per dire un passato, per dire certezze di futuro.

1-Il SILENZIO prima di ogni parola

2-DIO, PADRE FIGLIO E SPIRITO prima e più di ogni altra dimensione

3- La SANTITÀ come pienezza dell’umanità di tutti e per tutti

4- La GIOIA come dono e grazia per confermare il senso e la bellezza della proposta di vita

5- La PROPOSTA PER TUTTI E PER TUTTO nel disegno di Dio

6- La CURA di ogni persona perché persona.

Tutti questi 6 punti, queste 6 parole chiave, dicono perché e che cosa ha caratterizzato il rapporto di ciascuno di noi con Ireos, ma dicono ancor prima come era e resta nel nostro cuore Ireos.

Qui si concentra una memoria riconoscente e prima ancora stupita, come mi sono stupito anch’io al primo incontro col Piccolo Gruppo di Cristo e in tutti, proprio tutti i numerosi incontri che ne sono seguiti.

Ma vorremmo anche che questa memoria non dica solo un passato pur tuttora sempre vivo, una gratitudine fraterna e filiale con Ireos, ma una memoria che contiene i segreti del futuro, di una storia da vivere come dono e testimonianza per tutti, restando sempre “piccoli” davvero.

Diciamo con le parole di Ireos stesso che per noi sono in gioco “persone impegnate fortemente nelle realtà temporali” e che “lo Spirito Santo ci aiuta ad essere contemplativi nel mondo”.

È una via stretta, anzi strettissima, ma per questo irradiante e convincente. Eppure ci viene anche detto: “Guardatevi dal praticare le vostre opere buone davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli”

Gli altri hanno diritto di vedere la testimonianza delle opere buone, ma noi non dobbiamo agire bene per essere visti.

In questo difficile equilibro come sulla lama di un coltello o sulle insidie di un sentiero rischioso è possibile camminare se chiusa la porta preghi il Padre tuo che vede nel segreto.

La forza luminosa della testimonianza nel mondo ha come radice e condizione questa intimità profonda con il Signore, se questa anche solo per poco vacilla, la testimonianza si incrina, la limpidezza si appanna, la verità cede il passo alla confusione e al compromesso, scompare come neve al sole la bellezza della originale esperienza di sequela, di appartenenza, di consacrazione dalla inequivocabile radice battesimale.

Allora è necessario corrispondere a quanto ereditiamo -esattamente come dopo ogni morte accade- dal carissimo Ireos, dal carisma ricevuto dallo Spirito.

 

1- Si dice, in un certo senso anche giustamente, “In principio la Parola”, ma ancor prima della parola che noi pronunciamo e prima e perché possiamo davvero ascoltare, accogliere, comprendere la Parola del Dio vivente è necessario il SILENZIO prolungato, intimo, profondo….prima e dopo, e quando è vero fiorisce il sorriso, che è la carezza di Dio per noi

Quando Ireos parlava, ti accorgevi che prima di essere uno che parla era uomo dai prolungati silenzi, e che la parola che diceva veniva dal profondo.

Non un silenzio cronologico, ma un silenzio alla presenza di Colui che è parola ardente di amore, un silenzio che è pienezza!

Ireos, che pur parlava anche tanto, non faceva discorsi, ma svelava in parte e solo in parte il suo silenzio interiore, il suo stare con Dio.

 

2- Le dimensioni della vita sono tante, spingono e si accavallano e si rincorrono e si scontrano e fremono e si perdono, si riducono a frammenti, si consegnano involontariamente all’apparenza, ai desideri, alle tentazioni, si espongono fuori misura, si affidano a slogan, ai sondaggi, nel tritacarne di una quotidianità complessa e sempre alla prova: chi unificherà, ordinerà, plasmerà, renderà stabile e darà consistenza? Chi? Se lo vedessi, se lo sentissi, grida l’Innominato manzoniano, riguardo al mistero di Dio!

Ogni creatura, consapevole o meno, grida, perché cerca, vuole sciogliere l’enigma umano e questo non si scioglie se non si incontra il Signore! Dio prima di tutto e sta alla radice unificante di e in ogni persona.

 

3- La SANTITÀ non come optional, desiderio dei giorni di esercizi particolari, ma come spessore vero effettivo dei nostri giorni normali, a prescindere da quello che capita, ma trasformando quello che capita in tempo favorevole per diventare sempre più come il Signore ti vuole, nella forma corrispondente allo stato di vita di ciascuno, come la forma normale della vita dei discepoli testimoni.

I membri del PGDC sono i santi della porta accanto, sono gli interpreti del cammino quotidiano, sono il profumo di una sempre nuova primavera. Senza la santità si appanna il senso della vita e a poco a poco si spegne la luce, sfiorisce la bellezza.

 

4- La GIOIA come inconfondibile prova che la vita umana ha la sua pienezza in Cristo e quindi come dimensione che conferma la bellezza della sequela di Gesù, con il carico di tutti i pesi della vita quotidiana.

Chi sta con Gesù e lo segue in tutte le scelte della vita ne ricava una gioia incontenibile, inconfondibile, diretta, trasparente, comunicativa, più forte e credibile di ogni discorso o discussione.

Lego a questa ricchezza che è appunto la gioia, il chiarissimo e insieme piccolissimo ma prezioso segno della stile di Ireos che è stato e resta il suo sorriso.

Era e resta il segno di una unità interiore di vita vera, dove tutto si armonizza con pacatezza, compostezza, convinzione, il sigillo di un ordine interiore che è frutto della grazia nella docilità allo Spirito.

 

5- La PROPOSTA di vita è quella che una persona trasmette o aiuta a comprendere per la vita di un’altra o tante altre persone, perché resa capace di guardare e comprendere la storia personale di ciascuno dentro un disegno splendido che lo Spirito svela dal silenzio come dono e chiamata.

Ireos non imponeva, ma ti comprendeva dentro lo stesso sguardo dell’amore di Dio e ti aiutava a comprenderti, a formarti, a crescere, a rispondere. E con sguardo paterno, fraterno, rispettoso continuava a volerti bene anche nella attesa della tua risposta al Signore. Anche grazie al confronto di diverse visuali e opzioni custodite sempre dal silenzio, dall’ascolto e dalla preghiera.

 

6- Grazie a Ireos, iniziatore per grazia del cammino di ciascuno e dell’intreccio di tutte le reciproche relazioni nel PICCOLO GUPPO DI CRISTO, ciascuno di noi ha ricevuto e sperimentato il dono di una CURA SPIRITUALE particolare rendendola possibile per tutti e, perché no?, nel futuro per tante altre persone ancora.

 

GRAZIE, CARISSIMO IREOS, FRATELLO MAGGIORE DI TANTI DI NOI, e guardaci sempre col tuo inconfondibile sorriso.

† Luigi Stucchi