‘Nel nome dello Sposo’

Giovedì 31 ottobre 2019 ricorreva il 30° anniversario del dies natalis di Madre Candida.

La ricorrenza è stata occasione di una significativa liturgia presieduta dall’Arcivescovo di Milano, S.E.Mons. Delpini, e della presentazione di un libro scritto da alcune romite, con la prefazione di S.E.Mons. Luigi Stucchi. Vi proponiamo qui di seguito la presentazione dell’evento che è stata fatta dalla testata Merate Online (www.merateonline.it) con le parole della presentazione di Mons. Stucchi.

Nel nome dello sposo

Il 30° anniversario del “dies natalis

di Madre Maria Candida

Ti rendo lode, o Padre. Secondo l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, intervenuto nella mattinata di giovedì 31 ottobre a La Valletta per celebrare il 30esimo dies natalis di Madre Maria Candida, fondatrice della comunità delle romite che abita il monastero della Bernaga (ex Perego), con queste parole pronunciate da Gesù è possibile comprendere l’esperienza religiosa vissuta dalla monaca.
”Festeggiamo il dies natalis – ha spiegato l’Arcivescovo – perché con l’Eucarestia siamo introdotti in comunione con il Signore che permette a noi vivi di continuare ad amare chi è nato nella vita eterna, e non è morto”.  ”Se riuscissimo a trovare una parola per dire di Madre Candida – ha poi proseguito nella sua omelia – non per dire di lei nella forma del racconto edificante, indispensabile eppure sempre inevitabilmente esterno all’intimità inenarrabile della verità di una persona, se riuscissimo a dire con una parola a proposito di Madre Candida che non dica solo di lei, ma che dica anche un po’ di noi senza retorica, senza encomi obbligatori, ma che dica sia di Madre Candida che di noi di una sincerità abitata dallo splendore della gloria di Dio, se riuscissimo a trovare una parola sarebbe sicuramente quella edificante e commovente di Gesù quando dice ‘ti rendo lode, o Padre’. Questa è la parola che dice la verità di Madre Candida e insieme del nostro coinvolgimento, la nostra intima partecipazione all’esperienza spirituale in Dio”.
Monsignor Luigi Stucchi, l’arcivescovo Mario Delpini e Don Simone Garavaglia

La presentazione del volume

Un’intimità spirituale che trova spazio anche tra le pagine del libro ”Nel nome dello Sposo” presentato nella medesima occasione e dedicato al senso profondo dell’esperienza monastica, riflessa sulla comunità che Madre Maria Candida fondò nel 1963 con l’appoggio dell’allora Arcivescovo milanese Giovanni Battista Montini, divenuto nello stesso anno Papa Paolo VI. La presentazione del libro, giovedì mattina, è stata affidata a Monsignor Luigi Stucchi, Vescovo ausiliare di Milano.

 

”Nel nome dello Sposo è il titolo del nuovo libro, è la motivazione più profonda di una scelta di vita, quella delle nostre Romite, quella di Madre Candida, è il sogno, non sempre esplicito e chiaro, non sempre voluto e perseguito, del cuore umano” sono state le parole con cui Mons. Stucchi ha descritto l’opera. ”Madre Candida ha vissuto non un sogno, ma la risposta ad una chiamata, quella dello sposo divino. Ce ne spiega pure il significato, la sua compiutezza, la sua continua struggente purificazione, perché tutto ciò che appartiene all’umano si purifichi fino a trasfigurarsi nel mistero bruciante e geloso del Dio vivente, lo Sposo”. L’intervento del vescovo milanese è proseguito di fronte ai tanti fedeli che avevano appena assistito alla messa in onore di Madre Candida. ”Il libro non è un racconto, non è una storia, non ha nulla di immediatamente curioso e accattivante, ma svela e dona di vivere i momenti interiori del cuore umano sotto l’azione dello Spirito di Dio. Dentro questa logica, sorpresi da questo dono, si può scrivere non solo sul portale di ingresso ma nella carne viva che davvero ‘Dio mi basta”’.

Mons. Stucchi è poi passato a definire il libro uno ”scrigno prezioso”. ”Il libro, proprio come in uno scrigno prezioso, custodisce e trasmette il segreto, l’esperienza spirituale di Madre Candida, in sintonia e in compagnia di tante altre voci, nel respiro della grande tradizione monastica: la parola di Dio, la parola del magistero della Chiesa, la parola di autori e maestri spirituali che attraversano e interpretano secoli di esperienza spirituale, cioè autenticamente secondo lo Spirito di Gesù e del Padre. Lo scrigno contiene un tesoro da cui lasciarsi attrarre e provocare per una vita spirituale più autentica, vera e profonda. Un tesoro che farà bene a tutti coloro che apriranno lo scrigno con viva gratitudine per chi ne ha resa possibile la pubblicazione corredandola di puntuali e illuminanti note. Anche così l’esperienza monastica fa bene alla Chiesa e all’intera umanità e dalla clausura si irradia il profumo di Colui che salva il mondo, e ti parla”.

 

 

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